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  • denis magro

Psicosi creative: malattie psichiatriche ed arte.

Aggiornato il: 23 apr 2019





La follia è l'inizio dell'arte o è l'arte l'inizio della follia?

Difficile rispondere... ma senz'altro è un connubio indissolubile.







Inizio l'articolo con una poesia di un artista dannato, con alle spalle una vita precaria e di instabilità emotiva e psicologica, genio della scrittura e... delle dipendenze... da droghe ed alcool: simbolo della gioventù bohemienne, è stato un poeta "maledetto" uno scrittore, critico d'arte, giornalista, filosofo, aforista e saggista, nato nel 1821 a Parigi.



L’anima del vino

Dentro le bottiglie cantava una sera l’anima del vino: ‘Uomo, caro diseredato, eccoti un canto pieno di luce e di fraternità da questa prigione di vetro e da sotto le vermiglie ceralacche!

So quanta pena, quanto sudore e quanto sole cocente servono, sulla collina ardente, per mettermi al mondo e donarmi l’anima; ma non sarò ingrato né malefico,

perché sento una gioia immensa quando scendo giù per la gola d’un uomo affranto di fatica, e il suo caldo petto è una dolce tomba dove sto meglio che nelle mie fredde cantine.

Senti come echeggiano i ritornelli delle domeniche? Senti come bisbiglia la speranza nel mio seno palpitante? Vedrai come mi esalterai e sarai contento coi gomiti sul tavolo e le maniche rimboccate!

Come accenderò lo sguardo della tua donna rapita! Come ridarò a tuo figlio la sua forza e i suoi colori! Come sarò per quell’esile atleta della vita l’olio che tempra i muscoli dei lottatori!

Cadrò in te, ambrosia vegetale, prezioso grano sparso dal Seminatore eterno, perché dal nostro amore nasca la poesia che come un raro fiore s’alzerà verso Dio!’





Charles Baudelaire




Spesso le dipendenze da sostanze vanno di pari passo con i disturbi psichiatrici, molto comune è l'abuso, col fine di silenziare codesti problemi, cosi da avere un senso di quiete ed estraniarsi dal torpore frastornante della malattia, che risuona come un urlo in una stanza di vetro.


Ma cosi spesso queste "devianze" cerebrali hanno segnato il cammino di autori ed artisti geniali, nonché la storia dell'intera umanità; tramite queste menti sono state partorite opere immense ed inarrivabili a persone "ganglio-normo".




denis magro photographer



Hermann Hesse scrisse questa frase molto esplicativa a riguardo :


Come la pazzia, in un certo senso elevato, è l'inizio di ogni sapienza, così la schizofrenia è l'inizio di tutte le arti, di ogni fantasia.


Un confine cosi labile, tra genio e follia, divenuto oramai uno stereotipo, quantomai vero!

Non che sia una dato assoluto... ma molto spesso la genialità si accosta alla follia, viene da chiedersi come mai...


Una possibile risposta ovviamente ci viene data dalla scienza, che tramite degli studi è arrivata ad una possibile conclusione, ovvero che: le persone creative hanno dei deficit simili a quelli delle persone affette da schizofrenia.

La ricerca si è focalizzata in particolare su un neuro-trasmettitore il cui nome è dopamina, ne avrete sentito parlare sicuramente , la mancanze del recettore D2 sarebbe un aspetto comune sia dei malati mentali che dei creativi.


Questa spiegazione ci espone come mai da una stessa radice possano nascere due fiori, simili e dissimili, intensamente belli, che crescono alla luce dello stesso sole, che si sfioreranno, ma che non si incontreranno mai.




Il superbo Vincent Van Gogh per un motivo o per l'altro riesce sempre a far parlare di se, e si intromette spesso nei miei articoli! Furbacchione... 🤣


Una cosa è certa, l'eccellenza dei suoi dipinti!

Mentre per quanto riguardo la natura esatta della sua malattia mentale c'è ancora un dibattito acceso, spesso basatosi sulle sue lettere.

I suoi sintomi variavano dall'ansietà alla depressione, dalle allucinazioni alle crisi epilettiche... lui stesso disse : " .sono un pazzo o un epilettico ".

Una supposizione, dettata dalla mania dei quel momento storico ci offre un ulteriore chiave di lettura, o semplicemente un abitudine malsana che potè aggravare ulteriormente la sua stabilità mentale precaria, ovvero l'uso e l'abuso di Assenzio, in grande voga fra gli artisti del 900.

Liquore ricavato dalla pianta Artemisia absinthium... questo preparato oltre all'alto tasso di alcool conteneva olii essenziali neuro-tossici, tra cui il tuione, capace di produrre allucinazioni.


Un episodio grave accadde dinanzi ad un caro amico di Vincent, anch'esso pittore, Paul Signac, che scrisse ciò : " Tutto il giorno mi aveva parlato di pittura, letteratura, socialismo. A sera era un po' stanco. [.] Voleva bere d'un colpo un litro di essenza di trementina, che si trovava sul tavolo della camera .



Campo di grano con volo di corvi / Vincent Van Gogh

Consiglio di vedere assolutamente "Loving Vincent" film interamente realizzato in dipinti, sulla vita di Van Gogh!






.. ho ancora dipinto tre grandi tele. Sono immense distese di grano sotto cieli tormentati, e non ho avuto difficoltà per cercare di esprimere la tristezza, l'estrema solitudine ". In uno di questi campi, di lì a pochi giorni, si sparerà, e morirà due giorni dopo.



Campo di grano sotto cielo nuvoloso / 1890 / Van Gogh



Ora voglio parlarvi di Martin Ramirez, nato nel 1895 a Jalisco, in Messico.

All'età di 30 anni emigrò negli stati Uniti, lasciandosi alle spalle la famiglia, li trovò lavoro presso le ferrovie, in California, più tardi rimasto senza lavoro, iniziò a vagabondare e venne arrestato per motivi non del tutto chiari.

Presso il penitenziario di polizia, in cui gli diagnosticarono delle problematiche depressive, fu poi internato in una struttura psichiatrica... nuova diagnosi? schizofrenia catatonica.

Maestro del disegno autodidatta, e considerato un genio del 20 secolo, grazie alle sue opere.

Rimase in manicomio sino alla sua morte, dove inizialmente iniziò a disegnare con strumenti rudimentali, impastando addirittura pezzi di carta con il proprio sputo e purè di patate, certamente una visione strana, eppure le grida della malattia, chiedevano arte, fogli per urlare.



Martin Ramirez

A De Witt, città degli Stati uniti, Martin Ramirez, venne notato da Tarmo Pasto, professore di psicologia al Sacramento State College, anch'esso era un artista, esso gli fornì strumentazione migliore ed uno spazio affinché potesse esprimere la propria arte al meglio.

Anno 2007 l'American Folk Art Museum ha inaugurato una grande mostra intitolata : Martín Ramírez la più grande raccolta delle sue opere, che comprende circa 100 tra disegni e collage.

Un uomo internato per tutta la vita presso dei centri per la salute mentale, ingabbiato in un incorporeo groviglio gangliale, fatto di non-recettori dopamin-energici.



Si sa da dove entra questo treno, altrettanto si può dire per l'uscita... ma ciò che sta tra l'inizio e la fine no!

Il percorso obscuro ferma alla grande stazione sinaptica neuro-assone e riparte in direzione vivido-frenica, attraversando le lande psico-reali; i ricordi nebulosi appaiono confusi e le cartoline dipinti avo-futuristici.



Chris Mars (1961) è musicista e pittore americano. ha fatto parte della band alternativa-rock di Minneapolis the Replacements dal 1979 al 1990 come batterista, poi si è unito al gruppo informale Golden Smog , successivamente ha iniziato la carriera da solista, in questo periodo inizia anche la sua avventura pittorica. Opere che sembrano incubi veri e propri , figure distorte e grottesche, esso prende spunto dalla malattia che affligge il fratello maggiore, affetto da schizofrenia. A lui generalmente piace usare colori ad olio o pastelli. Ha creato un film di animazione di 13 minuti, intitolato The Severed Stream; che allego qui per chi volesse vederlo.

Potrete immergervi in un sogno nefasto e quantomai malato, una psicosi artistica superba!




Per il genio assoluto di nome Salvador Dalí è andata meglio... personaggio bizzarro e superbo sfuggito alla follia, percorrendo esclusivamente la via parallela dell'arte; i suoi dipinti onirici sembrano condurre a mondi distorti, creati da menti malate... invece sono solo frutto della pura arte in questo caso...




Salvador Dalì / persistenza della memoria





Lo stato psichico alterato dalla malattia cosi come quello dalle droghe conduce a misteriosi universi, forse unici o forse collettivi, questa perplessità rimarrà tale, in quanto non vi possono essere risposte esaustive.

Cosi come ogni opera artistica è unica, non vi è neanche una conclusione univoca, i mondi nuovi, i mondi perduti e ritrovati, vivono, forse in ricordi mai vissuti.



Una sera, rincasando, (la giornata gli era stata solitaria e nervosa), trova  l'uscio aperto: nella sua camera, seduto sulla poltrona, accanto al fuoco, c'è un uomo. Lo scrittore gli si avvicina, fa l'atto di toccarlo sulla spalla: la poltrona è vuota. Si tratta di un'allucinazione.

Questo non è un passaggio romanzesco, dei suoi, ma bensì una dura realtà, quella dello scrittore Guy de Maupassant.

L'insonnia oramai divenuta severa, assieme alla grande inquietudine dell'essere, lo spinse verso il baratro esistenziale, nel 1892 tentò di spararsi senza tuttavia riuscirvi, il suo servitore date le circostanze alienate del padrone, scaricò l'arma.


<<Non voglio sopravvivermi. Sono entrato nella vita letteraria come una meteora e ne uscirò come una folgore>>



Guy De Maupassant




Leggiamo alcune righe dalla sua opera intitolata L’HORLA...


“È venuto, Colui che prevedevano i primi terrori dei popoli primitivi, Colui che esorcizzavano i sacerdoti inquieti, che gli stregoni evocavano nelle notti scure, senza vederlo apparire ancora, a cui i presentimenti dei padroni effimeri del mondo prestarono tutte le forme mostruose o graziose degli gnomi, degli spiriti, dei geni, delle fate, dei folletti”…

“Siamo così fragili, così disarmati, così ignoranti, così piccoli, noi, su questo granello di fango che gira, diluito in una goccia di acqua!”.


Come scritto all'inizio dell'articolo la malattia mentale è una ramo dello stesso albero dell'arte, figlio della medesima terra e della vita stessa.

Una moltitudine di artisti sono stati e sono afflitti da disturbi mentali, i quali hanno donato terrore ma anche visioni eccelse, divenute grandi opere, grandi dolori resi pubblici, sofferenze psichiche condivise con l'intera umanità.

Esseri umani rinchiusi nelle loro menti, cosi lontane dalla normale routine, cosi vicine al sapere cosmico, segregate in strutture chimiche-cementate, legate e vestite con forza in camicie germinali.



George Georgiou, fotografo inglese ha passato vari anni tra Turchia, Kosovo e Serbia .

Tra il 1999 e il 2002 ha realizzato uno progetto fotografico sugli ospedali psichiatrici.

Vediamo alcune sue fotografie per vedere da vicino il fragore con cui la devianza psichica, travolge e distrugge l'essere umano.




Da una parte qualcuno potrebbe rivolgersi alla realtà tramite l'arte, mentre da un'altra qualcuno potrebbe rimaner intrappolato per sempre nell'oblio più oscuro.





Secondo un studio svedese al principio della genialità vi sarebbe una base di depressione, follia ed ansia.

Hanno scoperto che le persone che si occupano di lavori creativi, hanno l'8 % di possibilità in più di convivere con un disturbo bipolare, figure come pittori, fotografi, ballerini, mentre per gli scrittori la statistica passa dal 8 al 121 % , con una probabilità del 50% in più di suicidio...


Secondo voi se molti di questi artisti avessero potuto usufruire degli psicofarmaci, esisterebbero tutte le opere di cui avete potuto godere?




La malattia mentale è sicuramente in bianco e nero, ma dentro vi sono colori vividi, che splendono di luce mai vista, ma improvvisamente temporali innondano di pioggia nera pece, che dissipa anche la più cangiante tinta.

La disperazione lascia spazio all'arco-in-un-baleno, perpetue primavere si susseguono incessanti, tra intuizioni e vuoti incolmabili, ogni tanto nascono fiori, altre si estinguono, incessantemente in una macabra danza di colori dimenticati.


Nel salutarvi vi lascio in visione questo splendido acquerello... sapete bene come sia andata la storia poi... purtroppo!


(leggere la firma)



A.H / acquerello / Monaco




In un precedente articolo avevo parlato del dolore nell'arte, tema affine e parte di questo, lo trovate tra i miei articoli, o al link qui sotto 😉


https://www.denismagrophotographer.com/blog/il-dolore-nell-arte-o-l-arte-del-dolore



A lunedì prossimo 😘


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