L'Autunno : Fotografie, dipinti e poesie.

Aggiornato il: 21 ott 2019




Pieter_Bruegel_(I)_-_The_Return_of_the_Herd_(1565)




Autunno


Passano nella nebbia un contadino storto e il suo bue, lentamente, nella nebbia d’autunno che nasconde i tuguri poveri e vergognosi. E, mentre s’allontana, il contadino canta una canzone triste dell’amore infedele, che parla di un anello e d’un cuore spezzato. Oh, l’autunno, l’autunno ha sepolto l’estate! Passano nella nebbia due figurine grigie.



Guillaume Apollinaire




Egon Schiele sole d'autunno e alberi



In autunno cadono solo le foglie?

Esse cadono caduche esalando aliti spezzati, cascano ricordi, rumorosi e vivaci, ombrosi e gelidi, cantano le memorie lontane.

Nel limbo non caldo, non freddo, inizia la danza della non vita, della non morte.

Senza tempo, senza spazio, la luce infuoca ed incendia il meriggio incerto.



Autumn / Denis Magro

Quando i violini iniziano a suonare, la bruma s'infittisce lieve e l'orizzonte affievolisce piano, lo sguardo malinconico inizia a non vedere ma comincia a scrutare.



Lo stupore tiepido dei colori dipinge le ormai fulve iridi, ammaliate e sedotte, scrivendo poesie eoliche, che danzando inesperte, compiono il ciclo della vita.

Lo scricchiolio delle ossa sotto le scarpe risuona nel bosco inumidito, gli uccelli schiamazzano la loro assenza.

Quanti funerali non si celebrano tra i tonfi di alberi che si decompongono, le preghiere parlano di silenzi incomprensibili per l'uomo, alfabeti arborei, parole invisibili.




Gustave-Courbet-The-Forest-in-Autumn

Magia della vita



In un campo ho veduto una ghianda: sembrava così morta, inutile. E in primavera ho visto quella ghianda mettere radici e innalzarsi, giovane quercia verso il sole. Un miracolo, potresti dire: eppure questo miracolo si produce mille migliaia di volte nel sonno di ogni autunno e nella passione di ogni primavera. Perché non dovrebbe prodursi nel cuore dell'uomo?



KAHLIL GIBRAN





Hans-Andersen-Brendekilde-Wooded-Path-In-Autumn-1902

Ho sempre visto l'Autunno come un'opera straordinaria, misteriosa ed inafferrabile, un dipinto di fuoco arso, fatto di lacrime e sangue, di risa stanche e colori stridenti.

La fine dell'estate ci accompagna alla malinconia, ci fa assaggiare la melanconia ma ci trattiene alla prima, sapendo che ancora una volta la luce tornerà.

Si vede bellezza ovunque, delizia, che al suo massimo splendore inevitabilmente si disintegrerà, la fine, come ineludibile nuova nascita.



Con la diminuzione delle temperature e della luce del sole, le persone accusano anche un cambiamento ormonale, maggiore melatonina e minore serotonina, e con un aumento dell'ACTH, tutto ciò comporta un effetto a cascata, diminuendo anche le endorfine, abbassando cosi anche la soglia del dolore.

Non solo la natura, anche noi appassiamo, mutiamo, soffriamo, rinasciamo.


Si entra cosi nella stagione dell'introspezione, del silenzio e l'inizio del rinnovo.



van-gogh-albero_di_gelso_1889

I cieli freddi contrastano con i caldi colori delle foglie creando quadri naturali, è il tempo dei musei a cielo aperto, in cui il tepore incontra il gelo, il tempo in cui la morte incontra la nascita, è il tempo del tempo.


La primavera cosi lontana sembra l'antitesi ineluttabile dell'autunno, e per molti aspetti lo è... ma non vi può essere una senza l'altro.

il gentil bosco diventa fallico, a volte raro a volte maligno, inizia la raccolta delle membra,

la corteccia s'incartoccia e le ghiande cadute, vengono ammassate dallo scoiattolo premuroso, frettoloso, ansioso, prima che la notte scenda.

il letargo avanza, l'inverno si avvicina, le giornate impallidiscono, ma con le gote rosee.




Garzetta / Autunno / Denis Magro


L'Egretta bianca si specchia lattea tra la flora fatua, spicca e splende fra la sterpaglia colorata della laguna, non ancora cenerina; ancora fiammante.

E brucia il tempo, le ore vengono inghiottite veloci, i minuti pennellano le tinte più vive tra il canneto alido e croccante, il cielo squarciato si riflette turchese e solenne tra le acque ormai spente; la notte incombe veloce come il volo di una garzetta spaventata.




Garzetta / Autunno / Denis Magro

Ottobre


Un tempo, era d’estate,

era a quel fuoco, a quegli ardori,

che si destava la mia fantasia.

Inclino adesso all’autunno

dal colore che inebria;

amo la stanca stagione

che ha già vendemmiato.

Niente più mi somiglia,

nulla più mi consola,

di quest’aria che odora

di mosto e di vino


Vincenzo Cardarelli






Paul Ranson, Clearing (Edge of the Wood), 1895

I fiori d'autunno sacri e rari, inaspettati ed attesi rallegrano le sponde dei fossi rinsecchiti, donando ad essi nuova vita, nuovo splendore.

Vivaci ed allegri sembrano sorrisi nella malinconia, gli ultimi sprazzi di vita nell'ombra del tramonto.

Si stagliano vividi tra la fosca tristezza che avanza, come lucciole lampeggianti nelle notti d'estate, oramai lontane.




Fiori / Autunno / Denis Magro

Disse un filo d’erba



Disse un filo d’erba a una foglia d’autunno: «Fai un tale rumore cadendo! Spargi di qua e di là tutti i miei sogni invernali».

Disse indignata la foglia: «Tu, nato in basso, che in basso vivi! Piccolo stizzoso, senza canti! Tu non vivi nella regione superiore dell’aria e non puoi esprimere né suoni né canti».

Poi la foglia d’autunno giacque sulla terra e s’addormentò. E quando fu primavera, si risvegliò: ed era un filo d’erba. E quando ritornò l’autunno e il sonno dell’inverno fu sopra di lei, e su di lei per tutta l’aria intorno cadevano le foglie, mormorò tra sé:

«Queste foglie d’autunno! Fanno un tale rumore! Spargono e disperdono tutti i miei sogni».



Kahlil Gibran