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  • denis magro

Istigazione al suicidio - I social network




Da molto pensavo a questa problematica, e questa mattina l'ennesima vicenda torna a scuotermi!


Il "buongiorno" è stata la notizia del suicidio di una ragazzina di 15 anni, che di per se è già allarmante, ma l'aggravante è la motivazione, ovvero il non aver ricevuto like ad una foto su un social, precisamente Snapchat.




john holcroft




Potrebbe sembrare lontano anni luce il mio articolo con annesso reportage sull'eroina, da quello che sto scrivendo ora, ma non è cosi! La base che collega ambedue queste storie è la dipendenza.


Facendo un passo indietro possiamo esaminare come funziona, essa è veicolata dai neurotrasmettitori, esattamente dalla Dopamina, che viene rilasciata ogni qual volta venga compiuta un azione piacevole, dando un senso di gratificazione, che sia droga, gioco d'azzardo, mangiare degli zuccheri o una notifica su un social, l'effetto non cambia!


Vi è dunque una forte interazione tra psicologia e biochimica nella nascita della dipendenza, se da una parte agisce la chimica, dall'altra subentra la memoria che va ad imprimere un ricordo piacevole legato ad una data azione.

L'essere umano funziona proprio tramite questo circuito di ricompensa, come fosse una bussola che ci indichi ciò che ci da piacere, conseguentemente il rilascio del neuromediatore rafforza questo percorso.






Naturalmente riuscire a riproporre un'esperienza maestra è assai difficile, essa è soggettiva e la sua riproduzione mimerà solamente l'effetto, esattamente quello che accade nelle sostanze, cioè la ricerca spasmodica della prima esperienza, la forzatura porterà all'instaurazione ed al rafforzamento della dipendenza.


Esistono due tipi di Gratificatori :


Gratificatori naturali : le relazioni con le persone, quelle con il cibo ed il sesso.


Gratificatori artificiali : le sostanze stupefacenti, il gioco d'azzardo (in particolar modo le slot-machine, altro cancro della società) i cibi ricchi di zuccheri come il saccarosio, che oltre a dare dipendenza, portando irrimediabilmente a malattie e morte, tanto quanto la droga! Ed infine i Social Network.






Quando questi ultimi divengono prepotentemente forti, implica che si sia instaurata una dipendenza molto forte, di conseguenza vengono meno i primi, l'appetito viene trascurato a fronte di un like!


Tutto ciò si è tramutato in una forma di ansia generalizzata, questa volta non per il nome della patologia psico-patologica, ma perché riguarda tutti, questo ha fatto si che avvenga una reazione a catena mostruosa, spiegarne tutti i passaggi sarebbe troppo flemmatico, cercherò di evidenziarne alcuni punti :


Se una persona x immette in un social una foto, e non riceve "abbastanza" like probabilmente inizierà a chiedersi il perché, ciò potrebbe portare a due strade, la sua autostima tenderebbe ad abbassarsi o in alternativa inizierebbe a far di tutto pur di riceverne, questo a scapito della propria essenza, entrambe le scelte porterebbero ad una deviazione dal proprio essere e la distorsione di una realtà inesistente a scapito di quella tattile.





Soffriamo di sofferenze effimere, ci curiamo con psicofarmaci, atti a lenire un dolore sociale artificiale, ci iniettiamo stupefacenti ancestrali, non negli antri ma tra i gangli,

creiamo malattie rare che divengono epidemie globali, combattiamo fino allo stremo il cancro cercando la soluzione tra le mangrovie del DNA, ma siamo disposti a fare chemioterapie socio-culturali in cui ogni valore viene distrutto, senza distinzione.

Da un lato salviamo dall'altra uccidiamo, non nettamente, ma lentamente, in una forma d'isteria collettiva, sadica, con gli occhi iniettati di sangue postiamo foto ostentando vite che non ci appartengono, mentre altri ostentano semplicemente in un gioco macabro senza fine, che smembra intere esistenze.

Siamo vittime e carnefici, mentre versiamo lacrime di tristezza le pubblichiamo, e mentre non veniamo approvati, accoltelliamo chi non ha provato empatia verso noi stessi.

Bramiamo incessantemente, mentre il Buddha ci insegnava il contrario, andiamo e partiamo, viaggiamo e torniamo, non per vedere ma per "pubblicare" e mai come in questo momento siamo stati più schiavi, vi sentite liberi ed emancipati, può sembrare cosi ma la verità è un'altra.

Le catene peggiori sono quelle che ancorano l'anima in mari perduti, vicino ad isole aride dove altri hanno saccheggiato tutto, non solo tesori, ma l'anima stessa, e dove volete arduamente andare, non per vostro volere, ma per la dipendenza, che inesorabilmente vi porterà a picco, in abissi di plastica, soffocanti e depressivi.






Non vi rendete nemmeno conto di quante persone dietro ad un social fingano vite che sono le loro, persone inghiottite da questa "malattia social-degenerativa" che essendo tale è senza ritorno, finzioni plateali e dimostrative, per dimostrare al pubblico la propria "altezza sociale", che spesso non hanno neppure, perché non tutti hanno notorietà, fama e ricchezza, persone che abbandonano gli studi o che decidono di non farli per puntare esclusivamente a diventare delle star su Instagram.

A tutti piacciono i soldi, e sopratutto, servono a tutti, questo è un presupposto inalienabile

ma l'ostentazione in riferimento al denaro è senz'altro uno dei gradini più bassi della civiltà Umana, cosi come la conosciamo noi nell'era moderna, frutto di un capitalismo che come un treno, non ferma a nessuna stazione.





La vera conquista nella vita è la conoscenza, che porta alla consapevolezza, che porta all'elevazione, che porta alla vita.



Non molto tempo fa lessi un articolo in cui Instagram parlava di una sperimentazione che stava facendo in Canada, nella quale provava a togliere "i cuoricini" like sulla piattaforma,

testare perciò un nuovo modo e sano di interpretare i social, cioè senza ansia da prestazione, dando più importanza alla qualità delle immagini.

Sarebbe a mio avviso senz'altro magnifico! ed ho auspicato che venisse approvata definitivamente... e ci spero ancora! Il mio articolo ha come scopo la sensibilizzazione su questo tema e voglio lanciare un hashtag che divenga virale affinché arrivi a tutto il mondo e di conseguenza anche a chi di dovere.



john holcroft



Perciò vi chiedo gentilmente di condividere questi hashtag ovunque.



#instagramlikesfree #lesslikesmorelife



Anche questa campagna, cosi come quella dell'eroina potrebbe ipoteticamente informare e salvare delle vite, naturalmente dietro a ciò si è creato un problema non indifferente, che risulta assai difficile da sradicare specialmente per La Generazione Z e l'ultima parte di noi Millenials.








Oggi la gente scala vette di continuo, e lo fa in solitaria, si arrampica e desidera le cime più dorate, apici fittizi e fatiscenti, in cerca della glorificazione dell'ego, e più alto si sale e più l'ego sgretola la parete dell'essenza.

Non vi sono arrivi in montagne eteree, vi sono frane e cadute, guglie taglienti e rocce spigolose, la montagna diventa aspra quando non viene rispettata.


L'individualismo sano costruisce, quello malsano distrugge.



john holcroft


Gli alpinisti salgono spesso in comitiva, legati uno ad uno con una corda, si potrebbe pensare che la caduta di uno possa destabilizzare l'intero gruppo, ed è cosi... ma vedendo la cosa inversamente esso potrebbe venir salvato proprio dalla corda che gli altri hanno stretto attorno alle loro vite, e l'unione in questo caso salverebbe una vita... forse non solo in questo caso.

Ora ognuno taglia la propria corda, nessuno vuole più condividere la propria vita con altre persone, avventurandosi superbo ed inerme tra i valloni più scoscesi, alla ricerca del "Santo Graal" della beatitudine, ogni essere umano tesse legami impalpabili ed anela a successi caduchi, spingendosi verso precipizi senza spazio né tempo, l'unica cosa collettiva ad oggi rimangono le fosse comuni, laddove la disperazione della solitudine toglie anche il fiato.


La frenetica corsa ai social, è un inno all'inferno in terra, le anime bruciano d'invidia ed i cuori sono scossi dall'odio, le turbe vengono nascoste da finti sorrisi, mentre il malessere aleggia onnipresente, prepotente attanaglia e sconquassa.

Si costruiscono castelli di carta e ci si disseta con lo Xanax.



john holcroft



Dietro a degli schermi sono cresciute delle "bestie" pronte a far valere il proprio valore,

gesta meschine e vili sono acqua dissetante per coloro che si nutrono di sofferenze, non le proprie, le altrui!

Dietro a degli schermi sono apparsi dei "demoni" pronti rigurgitare malignità, come metastasi sociali si diffondono e si inerpicano, devastando dal basso la democrazia della benevolenza.

Dietro a degli schermi sono sono sbucati degli "Dei" pronti a sfoggiare la miseria della propria fortuna, mentre cercano di riempire la coppa della superbia, annegano nel proprio alito.

Dietro a degli schermi sono morti degli esseri umani, fragili e scalfiti, gente che non ce l'ha fatta a vivere, a sopportare, persone che sono sprofondate nelle sabbie mobili della disperazione, mentre le bestie, i demoni e gli Dei fotografavano la scena, la condividevano, dimenticavano, e scordavano ciò che non avevano neppure visto.



john holcroft



Non c'è presbiopia né miopia ma cecità!

Apriamo gli occhi subito, prima che sia troppo tardi! La sofferenza bussa incessantemente alle porte delle sensibilità!

Togliere i like non costituirebbe la soluzione definitiva ad un problema di enorme portata come questo, certamente gioverebbe alla parte che comporta ansia da prestazione, del tutto inutile, considerando l'inesistenza del fattore stesso... anche le persone stanno scomparendo, come se ad ogni passo verso questo mondo il corpo divenisse, un poco alla volta sempre più trasparente, fino a scomparire.


Facciamo qualcosa tutti assieme, scambiamoci abbracci, stringiamoci la mano, sorridiamoci, parliamoci, svegliamoci da questo sonno artificiale, riprendiamoci la vita.




Condividete l'articolo e gli hashtag! FACCIAMOLO!!



#instagramlikesfree #lesslikesmorelife





#INSTAGRAMLIKESFREE #DENISMAGRO #BLOGDIFOTOGRAFIA #SAVETHELIFE #LESSLIKESMORELIFE

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